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Intervista a Maria Grazia Lenti esponente apicale Nazionale della Democrazia Cristiana.
Isola Liri - Ci parli di lei Maria Grazia Lenti e della scelta di aderire alla Dc ? Nasco in Puglia con una forte caratterizzazione moderata che mi ha portato lo scorso anno ad aderire alla Democrazia Cristiana. Sono sposata e con un figlio, impiegata di Poste Italiane (specialista consulente imprese) ed opero attualmente in provincia di Brindisi. dal dicembre del 2017 che sono il Segretario Nazionale del Dipartimento Sviluppo e Pubbliche Relazioni della Democrazia Cristiana, ossia l’Ufficio interno alla D.C. preposto al suo rilancio e consolidamento, sia dal punto di vista politico che organizzativo. Sono esperto in protocollo nazionale e internazionale del cerimoniale e management di eventi internazionali. Iscritta a Grafologia Peritale Giudiziaria . Posso affermare che nel mio percorso di vita c’è una costante: l’essermi mossa sempre nel solco del Cattolicesimo Democratico. La Democrazia Cristiana oggi, afferma, secondo il mio modesto parere, il proposito di voler promuovere il sentimento della comunità nazionale, nei suoi valori di storia, di tradizione, di cultura, di religione, come fattori di coscienza unitaria, di stabilità democratica e di solidarietà sociale. Ribadisce la sua fedeltà al metodo democratico e indica nella attuazione di uno Stato di diritto la condizione prima di ogni sviluppo nonché la garanzia di ogni libertà. Quale ruolo intende svolgere nello scudo crociato e con quali obiettivi? Darò il mio contributo affinché la Democrazia Cristiana in Italia possa rinascere sul forte bisogno di riavere un vero partito moderato, interclassista e di grande tensione ideale e progettuale. Un partito che nella prima fase dovrà attivare una capacità di riaggregazione di tutte quelle persone che si sono distaccate dalla politica o che hanno trovato collocazione in partiti che volevano imitare la DC ma sono stati solo dei pessimi surrogati. Il mio è un impegno a concorrere, in tutte le forme coerenti con i valori sopra citati, alla quotidiana edificazione del bene comune, affinché tutte le future generazioni possano operare attivamente per una maggiore partecipazione di tutto il territorio nazionale ai processi culturali, etici , religiosi e della famiglia, che sempre più influiscono nella vita interna delle singole regioni, delle rispettive culture e delle singole persone, con l’impegno di informare e formare le giovani generazioni del patrimonio ideale, storico e politico della Democrazia Cristiana. La Democrazia cristiana vuol essere partito di popolo che vuole riportare l’uomo al centro della politica. Un partito che vuol rappresentare la politica nell’accezione più nobile e contribuire a far governare con equilibrio, con partecipazione, buon senso e con capacità di interpretare i bisogni della comunità. La DC è un partito di centro che guarda a tutte quelle forze che condividono in forma omogenea un progetto di sviluppo integrato con grande attenzione alle fasce deboli della società e ai veri bisogni prioritari della comunità. Vogliamo uscire dalla iconoclastica suddivisione di centro sinistra e centro destra, ma lavorare per un reale progetto di crescita e sviluppo della comunità locale. Secondo lei cosa ha fatto cadere in secondo piano la DC della Prima e Seconda Repubblica? La mancanza di una classe dirigente al passo con i mutamenti storici intervenuti con la caduta del muro di Berlino e accentuata dal potere per il potere. Quando la mannaia di tangentopoli ha iniziato a falcidiare la classe politica c’è stato il fuggi fuggi penalizzando la storia e la dignità politica del partito. Ha governato il processo di rinascita della nazione, ha portato sviluppo e crescita umana, sociale e politica, ha introdotto nella scena nazionale una grande intuizione ovvero l’interclassismo che ha creato una crescita omogenea della società italiana attutendo gli effetti della lotta di classe e ha promosso all’area di governo e di coinvolgimento delle forze socialiste e comuniste mutando le ragioni storiche dei partiti massimalisti. I difetti sono stati legati al logoramento della classe dirigente che presa dal potere è diventata distante dalla gente e non ha promosso il ricambio generazionale della stessa. In cosa intende differenziarsi, se intende farlo, la “nuova DC” a livello nazionale, da quella che ha governato l’Italia per decenni? La DC che ritorna ad operare non è la nuova bensì è l’autentica, dalla tradizione di sempre opererò nel solco di sempre con l’innovazione di creare una nuova classe dirigente che sia rispondente alla società che è cambiata. Più politica di base e meno di vertice, più vicina alla gente e meno agli apparati, più espressione del popolo e meno espressione dei poteri forti. Un Partito fatto di valori e di donne e uomini liberi e forti, con personalismo comunitario, interclassismo, pluralismo, solidarietà, sussidiarietà, giustizia distributiva, responsabilità, partecipazione. di Antonio Gentile