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La rinascita della Democrazia Cristiana Italiana non è utopia. 40° Anniversario della morte di Aldo Moro
26 Feb. Dal passato al presente e non a caso si riparte proprio da Piazza del Gesu in Roma, per far rinascere la nuova DC. Un giorno storico da ricordare, Sabato 17 febbraio 2018 - alle ore 10.00 - dirigenti, iscritti e simpatizzanti della DEMOCRAZIA CRISTIANA italiana si sono incontrati per un momento di riflessione, c’erano tutti i leader di Partito: il Presidente Nazionale della Democrazia Cristiana Sen. GIANNI FONTANA, il Segretario Nazionale D.C. Dott. ANGELO SANDRI, il Dott. GIOVANNI PAOLO AZZARO, Candidato Presidente della Democrazia Cristiana alle elezioni regionali del Lazio del prossimo 4 marzo 2018, presente anche il Cav. Mario De Benedittis che si presenterà a nome del partito alle prossime elezioni regionali del Lazio e nei collegi del Senato (liste plurinominali) del Lazio. La Democrazia Cristiana è stata Fondata nel 1942 , nella sede storica in Piazza del Gesù ed ha governato, nel bene e nel male, per 50 anni fino al 1994 con “Valori e Radici”, che hanno lasciato in eredità a un’ Italia, che in questo momento è un po’ in balia delle onde, ma ora la Democrazia Cristiana ritorna con innovazione e idee nuove, ma con il valore aggiunto di una rinascita dedicata ai giovani , perché dai giovani partirà la nuova DC, non a caso il Segretario Politico Angelo Sandri punta il tutto su un cavallo vincente, la Responsabile Nazionale dello Sviluppo Maria Grazia Lenti, a cui ha affidato l’arduo compito di risettare e ricompattare la nuova DC, partendo proprio dal Dipartimento Sviluppo, a lei il compito di creare la squadra dei nuovi simpatizzanti, professionisti e giovani italiani che riporteranno in auge la gloria degli anni passati della Democrazia Cristiana. Nella stessa giornata del 17 febbraio, la delegazione di dirigenti e simpatizzanti della DC si è raccolta per un ricordo alla figura di ALDO MORO, a quarant’anni dal suo rapimento e dall’uccisione della sua scorta., l’incontro sempre a Roma, è stato in Via Caetani, sul luogo in cui venne ritrovato il corpo esanime dell’On. MORO il 9 maggio 1978, dove, per il quarantennale dalla morte è stata deposta una corona d’alloro di fronte alla lapide che ricorda uno degli eventi più luttuosi della storia della Repubblica italiana, la delegazione si è poi trasferita nei vicini locali di Via delle Botteghe Oscure n. 51, laddove è stata inaugurata la nuova sede Elettorale della DEMOCRAZIA CRISTIANA. Si è deciso infatti di dotare il partito dello scudocrociato di una sede operativa molto spaziosa e rispondente alle sempre maggiori esigenze di un partito come la Democrazia Cristiana che ha ancora tanto da dire e da dare al popolo italiano. Ma ripercorriamo assieme le tappe salienti che portarono al sequestro di Aldo Moro, fino al ritrovamento del suo corpo senza vita.... Era un giorno come tanti, era Giovedì 16 marzo 1978 e proprio in questo giorno le Brigate Rosse raggiungono l'apice della loro strategia del terrore: portare l'attacco al cuore dello Stato. Alle 9.02 del mattino, in via Fani all'incrocio con Via Stresa, nel quartiere Trionfale a Roma, un commando composto da circa 19 brigatisti rapisce il Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e uccide i cinque componenti della scorta: il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l'appuntato Domenico Ricci, il Brigadiere Francesco Zizzi, l'agente Raffaele Jozzino e l'agente Giuliano Rivera. Questa la dinamica dell’agguato......ma cosa successe realmente quella mattina, chi e quanti erano i brigatisti che presero parte all'agguato e al rapimento? Secondo la deposizione di Valerio Morucci al processo Moro Quater questa era la logistica del commando Br: " Io ho detto che l'auto 128 targata corpo diplomatico era guidata da Mario Moretti, che lo sbarramento all'incrocio di Via Fani è stato fatto da Barbara Balzerani, che la 132 dove è poi stato caricato l'onorevole Moro era guidata da Bruno Seghetti, che le quattro persone che hanno aperto il fuoco erano dal basso, Io, Fiore, Gallinari e Bonisoli". Questa dunque la ricostruzione secondo la deposizione al processo Moro Quater di Valerio Morucci, unico dei Brigatisti presenti a Via Fani ad essersi dissociato. Più in dettaglio la disposizione era dunque la seguente: alla guida della 128 bianca che ha il compito di frenare bruscamente e causare il tamponamento con la 130 Fiat su cui viaggiava Moro c'è Mario Moretti. A controllare l'incrocio c'è Barbara Balzerani armata di un mitra e di una paletta per far defluire il traffico. A sparare sono Valerio Morucci e Raffele Fiora, collocati sul lato sinistro della vettura di Moro, mentre a sparare sull'Alfetta di scorta sono invece Prospero Gallinari e Franco Bonisoli anch'essi collocati sul lato sinistro della vettura. Su Via Stresa c'è la 132 guidata da Bruno Seghetti che ha il compito di fare marcia indietro su Via Fani e caricare l'Onorevole Moro. Continua .....segui sulla pagian fb e Twitter . di A.G